Incontro pubblico con l’ex terrorista Moller. Sempre piu’ spazio agli ex terroristi anziche’ alle vittime

23 febbraio 2010

Apprendo con sconcerto che ancora una volta viene dato spazio a chi fu protagonista di una stagione drammatica. Non possiamo permettere che si continui a tollerare che all’università, sui media e in pubblici convegni venga offerta una tribuna non alle vittime e ai loro parenti bensì a chi, come la Möller, in quella terribile stagione fu autore di crimini ed attentati.
Torino e il Piemonte, in particolare, hanno pagato un prezzo di sangue molto alto. Voglio ricordare che il Consiglio regionale ha da poco approvato una legge, di cui sono stato il primo firmatario, che prevede la collocazione di lapidi nei luoghi dove ci sono stati caduti e feriti per mano dei terroristi.
Per questo auspico che le autorità competenti valutino con estrema attenzione l’opportunità di consentire lo svolgimento dell’incontro in questione

Legge per la tutela della memoria delle vittime del terrorismo

19 marzo 2009

Nei giorni scorsi ho presentato in Consiglio regionale la proposta di legge “Interventi per la tutela della memoria delle vittime del terrorismo e degli atti eversivi contro l’ordinamento costituzionale in Piemonte”.

Questa proposta vuole recuperare, attraverso l’apposizione di lapidi o targhe commemorative uniformi e la sistemazione delle aree vicine, i luoghi teatro degli attentati e degli episodi terroristici più significativi verificatisi in Piemonte.

Sono particolarmente soddisfatto perchè numerosi consiglieri di tutte le forze politiche hanno condiviso il testo e lo stanno sottoscrivendo, a dimostrazione che la costruzione di una memoria condivisa è uno strumento essenziale per difendere e rafforzare la democrazia, la convivenza civile e le istituzioni nel nostro Paese.

Qui sotto un articolo pubblicato oggi da Torino Cronaca.

Legge su luoghi terrorismo Legge su luoghi terrorismo Fabio Malagnino

Anni di piombo per gli studenti piemontesi

13 marzo 2009

Si è svolta questa mattina al Teatro Alfieri di Torino un’interessantissima iniziativa organizzata dal Consiglio regionale e dal Comitato Resistenza e Costituzione: Anni di Piombo: il terrorismo in Italia tra storie e memorie, a cui hanno partecipato circa 1300 studenti delle scuole superiori piemontesi.

L’iniziativa è stata promossa in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale, in collaborazione con l’Associazione italiana Vittime del terrorismo, per fare conoscere alle generazioni più giovani gli eventi drammatici della stagione terroristica ed è la tappa finale di un percorso di formazione che è durato tutto l’anno scolastico.

Vi risparmio tutto il dettaglio istituzionale. Porto con me una sensazione bellissima: l’attenzione emozionata dei ragazzi presenti che hanno seguito fino alla fine, in un silenzio a volte surreale, quanto detto da Anna Bravo, Giancarlo Caselli, Benedetta Tobagi, Luciano Borghesan e le letture di Franco Branciaroli. 

Un bel segnale, soprattutto per chi si ostina a definire i ragazzi di oggi disattenti, svogliati, poco interessati alle vicende storiche e di attualità. Una piccola speranza per il futuro…

Qui sotto un articolo di Repubblica che parla proprio di questo argomento, con alcune mie dichiarazioni.

Inziativa terrorismo – Repubblica Inziativa terrorismo – Repubblica Fabio Malagnino

I silenzi degli innocenti

12 marzo 2008

Venerdì 14 marzo alle ore 17.30 presso il Circolo dei Lettori in via Bogino 9 – Torino presenterò il librò “I silenzi degli innocenti” di Giovanni Fasanella.
Il libro raccoglie le testimonianze di chi è stato vittima di alcuni dei momenti più drammatici degli ultimi trent’anni: le stragi nere di Piazza della Loggia e del treno Italicus, l’attentato alla stazione di Bologna e altri.
Naturalmente sarà presente l’autore e la discussione verrà moderata dal giornalista della Stampa Luciano Borghesan, co-autore a sua volta di un altro libro sul terrorismo, “Anni di piombo. Il Piemonte e Torino alla prova del terrorismo”.

Ho accettato volentieri l’invito perchè mi occupo da sempre di questi temi, anche per avere vissuto personalmente nel movimento studentesco il clima pesante degli Anni Settanta.