10 marzo 2011
Stamattina gli orchestrali e i lavoratori del Teatro Regio hanno interretto le prove del loro prossimo spettacolo, in segno di protesta contro l’ulteriore taglio di 27 milioni di euro dal Fondo Unico per lo Spettacolo.
Esprimo loro la mia solidarietà contro una decisione sconsiderata, una mannaia che paradossalmente rischia di fare più danni dell’incendio, che distrusse il nostro teatro d’opera nel ’39. La mia è una ferma condanna verso la politica del governo nazionale che, con i tagli al settore Cultura, evidenzia un totale disinteresse verso questo ambito di vitale importanza per il nostro Paese e in particolare per la nostra città che, quest’anno, si presenta sotto i riflettori del mondo per le celebrazioni di 150 anni di Unità d’Italia.
La cultura a Torino è una “fabbrica” che apre tutte le mattine, 365 giorni l’anno, e produce una sterminata quantità di eventi e servizi.
In particolare il Teatro Regio, oltre ad essere un’eccellenza nell’offerta culturale della nostra Regione, è indiscutibilmente una realtà che dà lavoro a centinaia di persone tra professionisti, tecnici, impiegati, manovali, inservienti. E’ un’azienda con un proprio indotto capace di generare lavoro per numerose altre attività.
Il prodotto di tutto ciò è un bene meraviglioso: l’arricchimento culturale dei nostri cittadini.
Come ci ricorda un bello striscione che i lavoratori del Regio hanno affisso all’ingresso del teatro, l’art. 9 della nostra Costituzione recita:
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Chiederò all’Assessore regionale alla Cultura e al Presidente della giunta regionale di intervenire immediatamente e concretamente sul governo nazionale, a difesa del mondo della cultura piemontese.

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16 marzo 2010
Giovedì 18 marzo alle ore 20.30 andrà in scena al Teatro Regio di Torino in Piazza Castello 215 lo spettacolo teatrale “Contadini del Sud – La storia d’amore tra Rocco Scotellaro e Amelia Rosselli”.
L’opera, scritta da Ulderico Pesce giovane autore nato a Lauria in provincia di Potenza, racconta la storia del primo incontro a Roma nel 1948 tra Rocco Scotellaro, figlio di un ciabattino, giovane poeta e sindaco di Tricarico, e Amelia Rosselli, diciottenne poetessa di origine ebraica, sfuggita alle persecuzioni fasciste e naziste.
Lo spettacolo è accompagnato da musiche della tradizione contadina lucana e della cultura popolare ebraica.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Naturalmente si può estendere l’invito a chiunque possa essere interessato.
La serata è organizzata dalla Federazione dei Circoli e Associazioni Lucani in Piemonte e da Casa Puglia Piemonte, la federazione dei circoli pugliesi della nostra regione.
Ricordo, inoltre, che lo stesso giorno arriverà alla stazione di Porta Nuova a Torino (e sosterà fino a domenica 21 marzo) il Treno dei Migranti, mostra fotografica itinerante dedicata alle memorie dei popoli che hanno conosciuto il sacrificio dell’emigrazione. Torino è l’unica tappa al di fuori della Puglia.

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12 novembre 2008
Sono appena tornato dalla lectio magistralis che il Presidente Scalfaro ha tenuto al Teatro Regio di Torino.
Una grande lezione di democrazia, di storia, di libertà.
Un grazie a quanti hanno contribuito alla realizzazione di questa straordinaria giornata.
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