Oggi pomeriggio, durante la sessione di question time in Consiglio regionale, l’assessore regionale al Bilancio Giovanna Quaglia (Lega Nord) ha risposto a una mia interrogazione sui tagli alle borse di studio per gli studenti universitari.
In realtà la delega del diritto allo studio è di competenza del Presidente Cota che, tanto per cambiare, oggi non era in aula per rispondere.
Ho dichiarato che continuerò a riproporre questa interrogazione finchè non avrò risposta dal Presidente stesso.
Qui di seguito la risposta scritta dell’assessore Quaglia.
Fa discutere la decisione del governo tedesco di sostenere finanziariamente gli studenti universitari più meritevoli a prescindere dalla loro condizione economica: si tratta di 300 euro al mese, che andrebbero a 160.000 studenti, l’8% della attuale popolazione universitaria. Una misura dunque rigorosamente meritocratica, che rompe con una tradizione di ancoraggio degli interventi ad indicatori di tipo economico riguardanti le famiglie (reddito, patrimonio, consumi ecc.).
Una decisione coraggiosa, che forse meriterebbe di essere presa in considerazione anche in Italia, dove tutti sanno che le borse di studio e le altre forme di sostegno agli studenti meritevoli finiscono in parte nelle tasche di studenti pseudo “privi di mezzi”, appartenenti in realtà a famiglie benestanti che con espedienti vari riescono a dichiarare redditi inferiori a quelli di molti lavoratori dipendenti.
Un discorso che dovrebbe interessare la nostra regione, che invece si appresta ad effettuare tagli indiscriminati senza avere (almeno fino a oggi) una progetto o una visione alternativa.
Oggi alcuni dei più importanti quotidiani torinesi pubblicano un mio intervento molto allarmato sulla situazione della borse di studio universitarie.
Il Piemonte, da più di 10 anni, è una delle pochissime regioni italiane che finanzia il 100% delle domande idonee grazie ai finanziamenti che l’Ente per il Diritto allo Studio riceve da Stato, Regione e tasse universitarie.
Quest’anno lo Stato taglia le risorse di circa 7 milioni di euro, il che vuol dire passare al 75% delle domande finanziate.
Dalle tabelle di bilancio regionale risulta, inoltre, che la Regione si appresta a tagliare i finanziamenti all’Edisu di circa 6,5 milioni di euro, il che vuol dire che la percentuale di domande finanziate potrebbe ulteriormente scendere.
Alla faccia dell’investimento sul futuro dei nostri giovani universitari.
Il discorso di insediamento del Presidente Cota e le sue prime uscite pubbliche hanno un comune denominatore: la demagogia sui costi della politica.
Cota dimentica o fa finta di non sapere che i suoi 6 assessori esterni costano 8,5 milioni di euro in più alla collettività piemontese. Alla faccia di quanto dichiarato negli anni passati da autorevoli esponenti della sua maggioranza come Ghigo, Burzi e Casoni, criticando la scelta di giunta esterna fatta dalla presidente Bresso.
Annuncia a tutti di rinunciare all’auto blu, ma omette che i suoi rimborsi chilometrici sulla tratta Novara-Torino pesano per circa 3000 euro mensili sulle casse regionali e che anche alcuni importanti assessori della Lega Nord (oltre quelli del Pdl) usano regolarmente auto blu e autista.
Altro tema “caldo” per Cota sono le consulenze della passata giunta. Ma i tra i primi provvedimenti è possibile trovare una consulenza di 120.000 euro per lo “sviluppo delle relazioni con gli organi di informazione nazionali e gli organi istituzionali dello Stato”.
Oppure l’incarico per la somma di 48.000 euro annui affidato all’ex direttore regionale del bilancio, oggi in pensione, mentre tra i 4 dirigenti e i quasi 100 funzionari dell’assessorato ci sono professionalità di assoluto livello.
Il presidente Cota non ha detto dove troverà le risorse necessarie. Forse da tagli ai servizi essenziali per i cittadini? O forse dalle richieste di tagli alla Sanità recentemente inoltrate ai direttori delle ASL?
Il Presidente Cota dovrebbe essere più coerente e avere maggior attenzione. La campagna elettorale è finita e non vorremmo ricordare questa giunta solo per i suoi annunci e la sua demagogia.