Acqua pubblica, Torino approva la delibera

8 febbraio 2010

via Ansa

È stata definitivamente approvata, oggi, la delibera di iniziativa popolare sul tema della proprietà e della gestione pubblica del servizio idrico. Il Consiglio comunale ha approvato l’atto con 29 voti favorevoli, nessuno contrario e l’astensione del sindaco Chiamparino e del consigliere Lonero (La Destra).
Sostenuta da oltre 12 mila firme (raccolte su iniziativa del Comitato Acqua Pubblica Torino), la delibera modifica l’articolo 71 bis dello Statuto della Città:

la proprietà delle infrastrutture e delle reti del servizio idrico integrato è pubblica e inalienabile – si legge nel nuovo testo – La Città si impegna per garantire che la gestione del servizio idrico integrato sia effettuata esclusivamente mediante soggetti interamente pubblici.

La delibera aveva ricevuto una primo sì dall’assemblea cittadina lunedì scorso, ma il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali prevede che la modifica allo Statuto possa essere approvata se in due successive votazioni ottiene la maggioranza assoluta (26 su 51 consiglieri nel caso di Torino)

Ancora un no all’aumento dei consiglieri regionali

15 settembre 2009

Questa mattina in Consiglio regionale si è svolto un acceso dibattito sulla riforma della legge elettorale regionale, un tema che ho affrontato più volte nelle ultime settimane, in particolare nell’intervista pubblicata da Torino Cronaca nei giorni scorsi.
Durante il dibattito, il capogruppo di Forza Italia – PDL, Angelo Burzi, ha chiesto le mie dimissioni dalla carica di Vicepresidente del Consiglio a causa delle opinioni che avevo espresso.
Personalmente, ho ribadito la mia ferma ed assoluta contrarietà a una modifica dello Statuto e della legge elettorale che, per favorire la governabilità, permetta un possibile aumento del numero di consiglieri regionali.
Un provvedimento che non sarebbe compreso dai cittadini piemontesi che si misurano ogni giorno con la crisi e con la perdita dei posti di lavoro.
Nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio ha presentato una bozza di riforma della legge che fissa il “tetto” massimo a 60 consiglieri con l’abolizione del listino sulla quale auspico che si possa trovare la massima convergenza.
Inoltre nell’intervento ho ricordato, se ancora ce ne fosse bisogno, che il mio ruolo istituzionale non va assolutamente in contraddizione con interventi politici di carattere generale, come dimostrato dalle ben più autorevoli posizioni politiche, di ferma critica su diversi temi, espresse dagli ultimi due Presidenti della Camera, Gianfranco Fini e Fausto Bertinotti, che ho citato durante il dibattito di questa mattina.

Lite su legge elettorale