Il 6 e il 7 giugno facciamo qualcosa di sinistra. Mandiamo Roberto Placido in Europa

5 giugno 2009

Finiamo esattamente come abbiamo iniziato circa un mese fa.
Tra le persone, in mezzo ai mercati, parlando con tutti, una campagna elettorale come i partiti non sono più abituati a fare.
Una campagna elettorale di sinistra si sarebbe detto una volta. Ed è ciò che siamo: persone di sinistra. Uso il plurale perchè in queste settimane ho avuto con me, a fianco, di sprone, di aiuto nei momenti di poca lucidità, centinaia e centinaia di persone e, comunque andrà, questo rimarrà un ricordo indelebile.

Persone di sinistra dicevamo. La nostra prima uscita di manifesti, facciamo qualcosa di sinistra, è talmente piaciuta che ne abbiamo fatto un motto che è durato tutta la campagna.
Un motto ideale, perchè racchiude in sè l’idea di politica, di partito, di società che immaginiamo.
Più volte mi è capitato di sentire nei vari appuntamenti che le persone erano scettiche sul votare Partito Democratico perchè troppo poco di sinistra, perchè si è dimenticato del blocco sociale di riferimento, perchè in questo anno e mezzo non ha avuto una parola chiara -una- su laicità, bioetica, tutela dei diritti delle persone e dei lavoratori.
Bene, noi abbiamo usato queste parole chiare e nette durante tutta la campagna elettorale con un’unica idea in testa: un Partito Democratico più di sinistra, laico, moderno, che sappia esattamente dove sedere in Europa: insieme a tutte le forze progressiste nel PSE.

Un partito che si occupi della crisi economica pensando innanzitutto alle famiglie, ai giovani e ai loro redditi. Che pensi ad un sistema economico dove le piccole e medie imprese più lungimiranti abbiano spazio e possibilità di agire. Che sia in grado di mantenere, da Strasburgo, contatti continui con il proprio territorio (il Nord Ovest nel mio caso) e sappia garantire risorse per lo sviluppo. Che comprenda a pieno l’importanza della ricerca e dello studio, a partire dal pubblico come succede in tutta Europa. Che abbia in testa l’idea di una Rete libera, neutrale, accessibile a tutti. Che abbia infine, ma non meno importante, la convinzione che lo Stato debba essere laico e che diritti di uguaglianza e solidarietà debbano essere pienamente garantiti e non oggetto di continui assedi.

Per tutto questo andate a votare e non cadete nella trappola dell’astensionismo.
E per un Partito Democratico più di sinistra, che fa cose di sinistra, scrivete Placido a fianco del simbolo del Pd sulla scheda grigia.
Queste sono le idee che porterò con me in Europa e sarò ben contento di portarne delle altre se vorrete suggerirmene.

Videochat con il Partito Socialista (PSOE) per un politica europea di sinistra

3 giugno 2009

Domani giovedì 4 giugno, dalle ore 11 presso la sede del mio comitato elettorale in Via San Francesco D’Assisi, 3 – Torino si terrà un incontro in Videochat con il Partito Socialista Spagnolo (PSOE).
All’incontro parteciperà in collegamento il senatore Félix Lavilla,
portavoce del Partito Socialista Spagnolo su temi importanti quali piccola e media industria, commercio e innovazione.
Sarà possibile seguire l’incontro anche in streaming all’indirizzo
www.livestream.com/robertoplacido.

Ancora una volta ci facciamo aiutare dalle tecnologie più moderne, per parlare dei temi che intendiamo affrontare durante i primi cento giorni al Parlamento europeo:
socialismo europeo, incentivi a favore delle piccole e medie imprese, innovazione, internet a banda larga, laicità, diritti civili e lavoro.
Ne parla lo stesso Lavilla qui.

Per favorire un vero confronto sono invitati a partecipare mezzi di informazione, mondo dei professionisti, accademici ed imprenditori.
Per l’occasione sarà presentato il secondo numero della rivista Socialisti e Democratici europei.

E adesso diciamo qualcosa di sinistra!

26 maggio 2009

Sto seguendo con estremo interesse questa iniziativa portata avanti da L’Unità. In particolare oggi si parla di politica e parole con un invito ben preciso: ADESSO DITE QUALCOSA DI SINISTRA!

Esattamente quello che ho intenzione di fare, con il grande aiuto di quanti (e sono migliaia!) stanno condividendo con me questa avventura: costruire in Europa e in Italia un Pd più di sinistra. Una scelta precisa su dove sedere nel Parlamento Europeo. Occuparsi dei problemi dei lavoratori (lo dice anche la Chiesa!). Diritti e uguaglianza. Una Rete neutrale, a cui è facile accedere e a disposizione di tutti.
Io sono convinto che sia possibile.

Bandiere rosse

29 aprile 2008

Nei giorni scorsi c’è stata una lunga discussione sulle bandiere rosse del Pd.
Tali bandiere erano state pensate per le manifestazioni del 25 aprile e del Primo Maggio senza alcuna pretesa di ufficialità, anche se  nello Statuto recentemente approvato non c’è scritto alcunchè sula bandiera ufficiale del partito o, addirittura, sullo sfondo.
Un partito vive anche di simboli, ed è innegabile che tra questi vi sia il colore rosso.
Il rosso, per chi come me arriva da una tradizione di sinistra, è un richiamo a valori e ideali che affondano le radici nel XIX secolo, ad una trasformazione della società in direzione dell’uguaglianza di tutti i cittadini sul piano economico e sociale.
Per tutti coloro (me compreso) che hanno dato vita a “Sinistra Per”, area politico-culturale che maggiormente si è impegnata per la costruzione del Partito Democratico piemontese e nazionale, non c’è alcuna nostalgia dei partiti precedenti, tantomeno dei Democratici di Sinistra.
Penso che debba far riflettere, tuttavia, l’entusiasmo e l’attenzione che l’iniziativa delle bandiere rosse ha registrato non solo a Torino e in Piemonte, ma in molte parti d’Italia.
Forse, c’è ancora voglia di sinistra nel Paese.

Suggerisco la lettura dell’interessante lettera di Cossiga sul Riformista di oggi.