Vogliono cancellare la Memoria e la Resistenza

28 luglio 2010

Oggi il quotidiano La Stampa pubblica nelle pagine di cronaca un mio intervento sul tema della Resistenza e della Memoria.

Alcuni consiglieri regionali del centro destra hanno presentato una proposta di modifica della legge che regola il Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale.

Il Comitato, che ho l’onore di presiedere da due legislature, è un organismo consultivo del Consiglio che ha il compito di promuovere e tutelare i valori di libertà e democrazia nati dalla Resistenza, attraverso iniziative rivolte soprattutto alle giovani generazioni.
Dal 1976, anno in cui è stato istituito, il Comitato ha portato più di 10.000 studenti delle superiori in viaggi studio nei lager nazisti, in Bosnia, alle Foibe, nei luoghi dello sbarco in Normandia, al Tribunale de L’Aja contro i crimini di guerra nella ex Jugoslavia.
Inoltre ha organizzato iniziative pubbliche, spettacoli, rappresentazioni teatrali, convegni, presentazioni di libri che hanno coinvolto decine di migliaia di cittadini.

La proposta di legge presentata tenta di riscrivere la storia italiana perchè vuole di fatto equiparare chi ha combattuto per la libertà e chi ha difeso il regime fascista e nazista. Inoltre si propone di cancellare completamente la parola “Resistenza” da tutta la legge.

Ho chiesto pertanto il ritiro della proposta e fin da ora lavorerò a iniziative pubbliche per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità di quanto sta succedendo.

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Revisionismo da quattro soldi

5 maggio 2009

Apprendo con stupore e preoccupazione le dichiarazioni di un importante membro della maggioranza di Governo, Marcello Dell’Utri, che oggi 5 maggio 2009 sui principali quotidiani nazionali definisce “Troppo buono” Benito Mussolini e “blande le leggi razziali” che tante vittime e deportazioni hanno causato durante il Secondo conflitto Mondiale. Non contento si lancia in avventate analisi storiche, definendo partigiani i repubblichini di Salò.

Il mio impegno politico e istituzionale in questi anni mi ha permesso di conoscere e collaborare con numerose realtà che testimoniano ancora oggi come sia forte e viva la coscienza civile degli italiani. La stessa coscienza civile che oggi penso sia stata dileggiata e calpestata dal Senatore Dell’Utri.
Vorrei ricordargli inoltre che recentemente il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato, praticamente all’unanimità, un ordine del giorno che, in riferimento alla “Proposta di legge del Parlamento n.1360 “Istituzione dell’Ordine del Tricolore e adeguamento del trattamento pensionistico di guerra”, dice no all’equiparazione tra partigiani e repubblichini.
L’ordine del giorno votato da numerosi Consigli provinciali e centinaia di Comuni del Piemonte ha portato all’avvio della campagna di mobilitazione “No 1360” che ha coinvolto numerose associazioni, partiti, cittadini semplici che hanno raccolto migliaia di firme in Piemonte in particolare e nel resto d’Italia. Firme che verranno recapitate al Presidente della Camera Gianfranco Fini.
Forse il Senatore Dell’Utri dimentica che lo stesso Presidente del Consiglio ha ritenuto inaccettabile tale equiparazione e ha pubblicamente annunciato il ritiro della Proposta di legge.

La pietà e il rispetto per i morti è fuori discussione, ma non si può mettere sullo stesso piano chi ha combattuto, anche inconsapevolmente, per la dittatura nazi-fascista, per le leggi razziali, per la violenza e per la sopraffazione rispetto a chi ha sacrificato la vita per la democrazia e la libertà che ci hanno permesso di essere un paese libero dove chiunque, compreso il Senatore Dell’Utri, può esprimere liberamente le proprie opinioni.