Tagli alla Cultura. Mannaia per i teatri

10 marzo 2011

Stamattina gli orchestrali e i lavoratori del Teatro Regio hanno interretto le prove del loro prossimo spettacolo, in segno di protesta contro l’ulteriore taglio di 27 milioni di euro dal Fondo Unico per lo Spettacolo.

Esprimo loro la mia solidarietà contro una decisione sconsiderata, una mannaia che paradossalmente rischia di fare più danni dell’incendio, che distrusse il nostro teatro d’opera nel ’39.  La mia è una ferma condanna verso la politica del governo nazionale che, con i tagli al settore Cultura, evidenzia un totale disinteresse verso questo ambito di vitale importanza per il nostro Paese e in particolare per la nostra città che, quest’anno, si presenta sotto i riflettori del mondo per le celebrazioni di 150 anni di Unità d’Italia.

La cultura a Torino è una “fabbrica” che apre tutte le mattine, 365 giorni l’anno, e produce una sterminata quantità di eventi e servizi.

In particolare il Teatro Regio, oltre ad essere un’eccellenza nell’offerta culturale della nostra Regione, è indiscutibilmente una realtà che dà lavoro a centinaia di persone tra professionisti, tecnici, impiegati, manovali, inservienti. E’ un’azienda con un proprio indotto capace di generare lavoro per numerose altre attività.

Il prodotto di tutto ciò è un bene meraviglioso: l’arricchimento culturale dei nostri cittadini.

Come ci ricorda un bello striscione che i lavoratori del Regio hanno affisso all’ingresso del teatro, l’art. 9 della nostra Costituzione recita: 

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Chiederò all’Assessore regionale alla Cultura e al Presidente della giunta regionale di intervenire immediatamente e concretamente sul governo nazionale, a difesa del mondo della cultura piemontese.

Wifi libero in Piemonte

31 gennaio 2011

Martedì 1 febbraio alle ore 12.45 presso la sede del Consiglio regionale del Piemonte in via Alfieri 15, Torino, verrà presentata la proposta di legge di promozione e sostegno del wifi libero in Piemonte di cui sono primo firmatario.
L’elaborazione del testo ha visto la fondamentale collaborazione a titolo personale di alcuni esperti del settore.
Il progetto di legge è stato depositato prima dell’abrogazione della Pisanu e pertanto nella discussione in commissione necessiterà di qualche aggiustamento soprattutto nella relazione. Tuttavia abbiamo deciso di lasciare il “provocatorio” articolo finale per stimolare comunque una discussione che porti a rivedere nel complesso la normativa e che, sopratutto, la demandi completamente alle regioni.

La nocciola è un prodotto di valore per il Piemonte. Infatti Cirio e Casoni ce la fanno pagare 180.000 euro

17 novembre 2010

Siamo di fronte all’ennesimo provvedimento discutibile della giunta Cota.
In tempi di crisi e scarsità di risorse la Regione ha deciso di finanziare, con due diversi contributi assegnati dall’assessore al Turismo Alberto Cirio e dall’assessore al Commercio William Casoni (entrambi cuneesi), la manifestazione Hi-Food Alta Langa.
Tale iniziativa dovrebbe servire a valorizzare e promuovere i prodotti gastronomici della zona, in particolare la nocciola.
Costo della manifestazione: 200.000 euro
Contributi: 90.000 euro + 90.000 euro. Ovvero, circa l’80% della previsione di spesa.

La cosa “divertente” è che, andando a leggere le delibere, si scopre che vengono finanziate praticamente le stesse azioni. Comunicazione, redazionali su giornali e web, ufficio stampa, educational tour.
Il tutto mentre altre manifestazioni importanti manifestazioni tipo La Douja d’Or di Asti o la Sagra del Peperone di Carmagnola vedono importanti riduzioni ai loro già non ricchi contributi (25.000 e 4.500 euro).

Insieme al consigliere del Pd Mino Taricco, ho preparato un’interrogazione per conoscere i motivi di tale scelta. Ne ha parlato La Stampa.

Parentopoli in Regione

10 settembre 2010

Ieri mattina i quotidiani La Stampa, Corriere della Sera, Il Riformista hanno pubblicato le mie denunce a proposito della “Parentopoli in Piemonte”.
Consiglieri e assessori del centrodestra attualmente al governo in Regione che hanno assunto o fatto assumere parenti diretti negli uffici dei gruppi consiliari o negli staff della giunta.

La notizia sta avendo grande eco anche sulle televisioni, sulle radio, su internet ed oggi altri articoli sono stati pubblicati su Il Riformista e Repubblica locale e nazionale.

Ieri ho presentato una proposta di legge regionale per evitare che vicende simili possano ripetersi in futuro.

Tutti gli articoli sono disponibili nella sezione rassegna stampa.