Durante la scorsa legislatura avevo presentato un proposta di legge regionale per agevolare i c.d.lavoratori aticipi ad acquistare la prima casa.
Ho ripresentato il testo in questa legislatura e stamattina è cominciata la discussione in commissione.
La vera novità è che la commissione ha deciso che verranno fatti le consultazioni on line, ovvero prossimamente verranno incontrati ed ascoltati i soggetti interessati a tale proposta (sindacati, rappresentanze, banche, associazioni) utilizzando i mezzi che la rete mette a disposizione.
Appena avrò notizie più dettagliate spiegherò tutte le modalità.
Penso che il Consiglio regionale in carica debba prendere un’iniziativa comune per riformare la legge elettorale regionale e la modalità di raccolta firme per presentare le liste.
Su questo si può, fin da subito, misurare l’effettiva volontà di risolvere i problemi.
Il Piemonte non ha ancora una legge propria, usa la legge di transizione approvata a livello nazionale. Avremmo dovuto provvedere, come ha fatto per esempio la Toscana, nel quinquennio 2005 – 2010. Così non è stato.
E’ pertanto ora di farsi carico delle proprie responsabilità ed evitare un nuovo caso ricorsi.
p.s. Il Foglio riporta oggi alcune mie dichiarazioni sulla situazione politica di questi giorni.
Questa mattina in Consiglio regionale si è svolto un acceso dibattito sulla riforma della legge elettorale regionale, un tema che ho affrontato più volte nelle ultime settimane, in particolare nell’intervista pubblicata da Torino Cronaca nei giorni scorsi.
Durante il dibattito, il capogruppo di Forza Italia – PDL, Angelo Burzi, ha chiesto le mie dimissioni dalla carica di Vicepresidente del Consiglio a causa delle opinioni che avevo espresso.
Personalmente, ho ribadito la mia ferma ed assoluta contrarietà a una modifica dello Statuto e della legge elettorale che, per favorire la governabilità, permetta un possibile aumento del numero di consiglieri regionali.
Un provvedimento che non sarebbe compreso dai cittadini piemontesi che si misurano ogni giorno con la crisi e con la perdita dei posti di lavoro.
Nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio ha presentato una bozza di riforma della legge che fissa il “tetto” massimo a 60 consiglieri con l’abolizione del listino sulla quale auspico che si possa trovare la massima convergenza.
Inoltre nell’intervento ho ricordato, se ancora ce ne fosse bisogno, che il mio ruolo istituzionale non va assolutamente in contraddizione con interventi politici di carattere generale, come dimostrato dalle ben più autorevoli posizioni politiche, di ferma critica su diversi temi, espresse dagli ultimi due Presidenti della Camera, Gianfranco Fini e Fausto Bertinotti, che ho citato durante il dibattito di questa mattina.