PD e accordo Fiat

29 dicembre 2010

Ieri sera si è svolto un incontro congiunto della segreteria regionale e della segreteria provinciale del Pd per discutere del caso Fiat e dell’accordo sindacale.
L’incontro era allargato ai candidati alle primarie per il Sindaco e ha visto la partecipazione di Stefano Fassina, giovane e molto preparato responsabile Economia e Lavoro, che ho avuto modo di conoscere negli anni passati.

Personalmente penso che sia importante salvaguardare l’investimento dell’azienda perchè serve a tutelare i posti di lavoro degli operai, l’indotto auto e buona parte dell’economia della città.
Non voglio partecipare al gioco del “se tu fossi un operaio cosa faresti?” perchè mi sembra irriguardoso verso i lavoratori. Credo tuttavia che in questo accordo ci sia un serio problema di tutela di diritti inviolabili delle persone e per questo mi aspetto un nuovo confronto su questi temi, con l’impegno innanzitutto dell’azienda.
Auspico che anche la FIOM riveda le sue posizioni e prenda parte alle future contrattazioni. La Fiat dal canto suo dovrebbe creare un clima più disteso e non isolare la sigla dei metalmeccanici Cgil.
Una cosa è certa, questa vicenda mette in discussione tutti i paradigmi di relazioni sindacali adottati finora e ci proietta di colpo (con una certa dose di violenza) nel secolo della globalizzazione. Dovremo fare tutti, forze politici e sindacati, enormi sforzi per cambiare la nostra mentalità e adeguarla ai tempi. Sarà un percorso non facile.

Larepubblica_mirafiori

Ilriformista_accordomirafiori

Positivo l’accordo con Fiat. Ma al primo posto ci sono i diritti dei lavoratori conquistati con le lotte sindacali

24 dicembre 2010

L’accordo su Fiat Mirafiori sottoscritto ieri rappresenta un passo importante verso la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro per lo stabilimento torinese e, di riflesso, per tutto l’indotto auto.

Accanto alla positiva tutela dei posti di lavoro, vanno inequivocabilmente difesi i diritti inviolabili dei lavoratori, a cominciare dai salari e dai contratti nazionali, acquisiti con anni di lotte sindacali e di battaglie ideali.

In quest’ottica sarebbe grave l’uscita della Fiat da Confindustria e dal suo modello di relazioni sindacali.

La chiusura di Mirafiori avrebbe rappresentato un danno incalcolabile per la nostra città e la nostra economia. Per questo oggi è necessario che sindacati e forze politiche, insieme, si facciano carico di proposte innovative che siano all’altezza della sfida che la Fiat propone.

Auspico una riflessione da parte della FIOM nella speranza che, pur nella legittimità delle proprie opinioni di rottura anche conflittuale che possono aiutare a definire accordi migliori, torni ad essere parte attiva con l’azienda, a cui spetta l’onere di coinvolgere il maggior sindacato dei metalmeccanici nella trattativa e nella rappresentanza sindacale.

Rifugiati: una delegazione di Consiglieri regionali visiti la caserma di via Asti e lo stabile di via Bologna

30 giugno 2010

Questo pomeriggio ho ricevuto in un incontro ufficiale i rappresentanti dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, da tempo impegnati in difesa dei diritti dei rifugiati attualmente presenti nella caserma di via Asti e nello stabile occupato di via Bologna, a Torino.

Data la situazione che mi è stata rappresentata, e fermo restando la competenza del Governo in materia, auspico quanto prima un intervento della Regione affinché, con il concorso di tutte le istituzioni preposte, venga trovata una soluzione definitiva per tutelare i diritti di persone che rischiano lo sgombero da domani (via Asti) o che sono ospitate senza le minime garanzie di sicurezza personale e sanitaria (via Bologna).

Chiedo pertanto che venga formata una delegazione di Consiglieri regionali che possa visitare celermente le due strutture e verificare lo stato effettivo in cui si trovano le persone ospitate.

Porterò la mia richiesta all’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale nonchè alla Conferenza dei Capigruppo, che si terranno la prossima settimana.

E adesso diciamo qualcosa di sinistra!

26 maggio 2009

Sto seguendo con estremo interesse questa iniziativa portata avanti da L’Unità. In particolare oggi si parla di politica e parole con un invito ben preciso: ADESSO DITE QUALCOSA DI SINISTRA!

Esattamente quello che ho intenzione di fare, con il grande aiuto di quanti (e sono migliaia!) stanno condividendo con me questa avventura: costruire in Europa e in Italia un Pd più di sinistra. Una scelta precisa su dove sedere nel Parlamento Europeo. Occuparsi dei problemi dei lavoratori (lo dice anche la Chiesa!). Diritti e uguaglianza. Una Rete neutrale, a cui è facile accedere e a disposizione di tutti.
Io sono convinto che sia possibile.

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