Nuovo Consiglio regionale e affaire IntesaSanpaolo

4 maggio 2010

Si è riunito ieri per la prima volta il Consiglio regionale della IX Legislatura. Una seduta tranquilla per la prima parte, con quell’aria un po’ da primo giorno di scuola. Un po’ di curiosità per la nuova giunta e per la presenza dei grillini, ma tutto contenuto. Come previsto, sono stato confermato Vice Presidente del Consiglio regionale, un incarico prestigioso che continuerò a portare avanti con il massimo impegno e rispetto.

Poi è successo un fatto incredibile. La maggioranza, per voce del capogruppo in pectore del Pdl, Claudia Porchietto, ha chiesto che il Consiglio regionale venisse chiuso immediatamente dopo la presentazione del programma della nuova giunta, senza dibattito.
Una posizione irrituale, dettata dalla volontà di essere gli unici presenti sui mezzi di informazione il giorno successivo. Una strategia a dir poco grossolana, perchè alla fine un dibattito c’è stato comunque, proprio per contestare questa richiesta.

Le cronache giornalistiche di questi giorni sono poi state occupate dalla vicenda IntesaSanpaolo e del rinnovo dei vertici della banca. Una vicenda gestita in modo dilettantesco che ha finito per indebolire il Sindaco di Torino, come lui stesso ha ammesso. Oggi scoppia il caso Benessia, Presidente della Compagnia di Sanpaolo che nei prossimi giorni dovrà verificare ancora il rapporto di fiducia con il consiglio di sorveglianza. La mia posizione è nota, Benessia dovrebbe dimettersi perchè si è dimostrato a dir poco inadeguato.

Che fare?

20 febbraio 2009

Sono giorni carichi di emozione ed emotività, è inutile che stia a spiegarne i motivi dato che ne sono piene le pagine dei giornali.
Ieri ho scritto una lettera molto sentita ad alcuni compagni e amici in cui criticavo la scelta del segretario nazionale Walter Veltroni perchè – opinione del tutto personale – ha denotato mancanza di senso di responsabilità considerata la vigilia di un’importante tornata elettorale e di un congresso che è già stato fissato per il prossimo ottobre.

Questa decisione, oltre a creare sconcerto e preoccupazione, ha causato sbandamento e incertezza tra iscritti, militanti ed elettori ai quali, soprattutto da parte di chi ha responsabilità istituzionali e politiche come le mie, è necessario dare dei segnali chiari e determinati.

Ho letto numerose interviste sui giornali nazionali in questi giorni e credo che nelle prossime settimane vadano evitate polemiche inutili e contrapposizioni che avrebbero come unico risultato ulteriori tensioni di cui non si sente il bisogno e che contribuirebbero a indebolire un partito già in difficoltà.

Domani dovrei essere a Roma per l’assemblea nazionale che, a quanto leggo, potrebbe riservare qualsiasi scenario, anche il più drammatico. Stasera a Torino abbiamo la riunione di tutti i membri piemontesi.
Vi terrò informati.