Nei giorni scorsi ho presentato in Consiglio regionale la proposta di legge “Interventi per la tutela della memoria delle vittime del terrorismo e degli atti eversivi contro l’ordinamento costituzionale in Piemonte”.
Questa proposta vuole recuperare, attraverso l’apposizione di lapidi o targhe commemorative uniformi e la sistemazione delle aree vicine, i luoghi teatro degli attentati e degli episodi terroristici più significativi verificatisi in Piemonte.
Sono particolarmente soddisfatto perchè numerosi consiglieri di tutte le forze politiche hanno condiviso il testo e lo stanno sottoscrivendo, a dimostrazione che la costruzione di una memoria condivisa è uno strumento essenziale per difendere e rafforzare la democrazia, la convivenza civile e le istituzioni nel nostro Paese.
Qui sotto un articolo pubblicato oggi da Torino Cronaca.
Si è svolta questa mattina al Teatro Alfieri di Torino un’interessantissima iniziativa organizzata dal Consiglio regionale e dal Comitato Resistenza e Costituzione: Anni di Piombo: il terrorismo in Italia tra storie e memorie, a cui hanno partecipato circa 1300 studenti delle scuole superiori piemontesi.
L’iniziativa è stata promossa in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale, in collaborazione con l’Associazione italiana Vittime del terrorismo, per fare conoscere alle generazioni più giovani gli eventi drammatici della stagione terroristica ed è la tappa finale di un percorso di formazione che è durato tutto l’anno scolastico.
Vi risparmio tutto il dettaglio istituzionale. Porto con me una sensazione bellissima: l’attenzione emozionata dei ragazzi presenti che hanno seguito fino alla fine, in un silenzio a volte surreale, quanto detto da Anna Bravo, Giancarlo Caselli, Benedetta Tobagi, Luciano Borghesan e le letture di Franco Branciaroli.
Un bel segnale, soprattutto per chi si ostina a definire i ragazzi di oggi disattenti, svogliati, poco interessati alle vicende storiche e di attualità. Una piccola speranza per il futuro…
Qui sotto un articolo di Repubblica che parla proprio di questo argomento, con alcune mie dichiarazioni.
Nella seduta di ieri, mercoledì 14 gennaio, il Consiglio Regionale ha approvato le “Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali” che, recependo la normativa nazionale, dota il Piemonte di un testo all’avanguardia nella regolamentazione della pratica dello sci, nonché nella gestione e fruizione delle aree sciabili.
Importanti novità sono state introdotte in materia di tutela della sicurezza: sono previsti rigidi e specifici obblighi, sia nei confronti dei gestori che degli utenti delle piste da sci, con sanzioni pecuniarie per i trasgressori.
Ha invece suscitato qualche polemica e perplessità, che io condivido, lo stanziamento di contributi all’innevamento artificiale.
Sono stati anche introdotti provvedimenti di sostegno alle attività delle stazioni sciistiche, in particolare quelle minori. Indubbiamente il comparto sciistico è un settore di fondamentale importanza per l’economia piemontese e va sostenuto. Ma mentre le attività commerciali e imprenditoriali montane traggono grandi profitti dalla presenza di migliaia di persone sulle piste, non si finanziano a sufficienza gli interventi per il miglioramento dei servizi.
In paesi come la Francia hanno fornito alcune soluzioni in questa direzione, per esempio la tassa di scopo turistica (ex tassa di soggiorno). Credo che ci sia bisogno di aprire una riflessione seria su questi temi.