Approvato in Consiglio regionale un ordine del giorno sulle energie rinnovabili

17 giugno 2010

Nella seduta di lunedì scorso il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un importante ordine del giorno (di cui ero primo firmatario, scritto con l’aiuto dell’amica Noemi Gallo, responsabile ambiente del Pd regionale) sul tema delle energie rinnovabili.

Qui di seguito il testo

odg energie rinnovabili

Nuovo Consiglio regionale e affaire IntesaSanpaolo

4 maggio 2010

Si è riunito ieri per la prima volta il Consiglio regionale della IX Legislatura. Una seduta tranquilla per la prima parte, con quell’aria un po’ da primo giorno di scuola. Un po’ di curiosità per la nuova giunta e per la presenza dei grillini, ma tutto contenuto. Come previsto, sono stato confermato Vice Presidente del Consiglio regionale, un incarico prestigioso che continuerò a portare avanti con il massimo impegno e rispetto.

Poi è successo un fatto incredibile. La maggioranza, per voce del capogruppo in pectore del Pdl, Claudia Porchietto, ha chiesto che il Consiglio regionale venisse chiuso immediatamente dopo la presentazione del programma della nuova giunta, senza dibattito.
Una posizione irrituale, dettata dalla volontà di essere gli unici presenti sui mezzi di informazione il giorno successivo. Una strategia a dir poco grossolana, perchè alla fine un dibattito c’è stato comunque, proprio per contestare questa richiesta.

Le cronache giornalistiche di questi giorni sono poi state occupate dalla vicenda IntesaSanpaolo e del rinnovo dei vertici della banca. Una vicenda gestita in modo dilettantesco che ha finito per indebolire il Sindaco di Torino, come lui stesso ha ammesso. Oggi scoppia il caso Benessia, Presidente della Compagnia di Sanpaolo che nei prossimi giorni dovrà verificare ancora il rapporto di fiducia con il consiglio di sorveglianza. La mia posizione è nota, Benessia dovrebbe dimettersi perchè si è dimostrato a dir poco inadeguato.

Donazione della famiglia Sclopis alla Società di Mutuo Soccorso di Brosso

18 gennaio 2010

Venerdì 15 gennaio presso la sala Viglione del Consiglio regionale del Piemonte è stata celebrata la donazione da parte degli eredi della famiglia Sclopis all’antica Società dei Minatori di Brosso – oggi “Società di Mutuo Soccorso fra gli Operai” – delle proprietà nel territorio delle miniere di Brosso (To).
Un atto che riporta alla luce vicende in cui si intrecciano avvenimenti politici e cambiamenti sociali e che viene a ricordare quanto sia forte e ininterrotto il filo che lega il Mutuo Soccorso alla storia dell’Italia unita.
Alla celebrazione hanno partecipato numerose Società di Mutuo Soccorso piemontesi con le proprie bandiere di rappresentanza.

Il Consiglio regionale del Piemonte si è sempre distinto per l’attenzione riservata ai valori della cooperazione e della mutualità, un patrimonio per tutti i piemontesi. Il Consiglio ha aperto con piacere le proprie porte per celebrare questo regalo, in quello spirito di condivisione, partecipazione, amicizia, fratellanza che è proprio del Mutuo Soccorso.

Per l’occasione gli storici Gustavo Mola di Nomaglio e Roberto Sandri Giachino hanno ripercorso le tappe della storia della famiglia Sclopis legata alla nascita e allo sviluppo del Mutuo Soccorso.

Una storia, quella del Mutuo Soccorso, che ha avuto inizio nel 1848, quando i lavoratori hanno potuto fondare le Società (e farne in seguito terreno per la propria emancipazione) grazie allo Statuto albertino, alla cui redazione aveva ampiamente contribuito il conte Federigo Sclopis, membro del Senato piemontese e poi ministro del nuovo Stato.
Un legame con gli Sclopis che è ripreso più avanti nel tempo quando, proprietari delle miniere di pirite di Brosso, sono stati partecipi dell’attività della Società costituita dai minatori nel 1884.
Di questa Società Vittorio Sclopis fu Presidente onorario fino alla morte, avvenuta nell’aprile 1918. Ai suoi funerali solenni, celebrati a Torino nella chiesa di Santa Barbara patrona dei minatori, a dargli l’ultimo saluto volle esserci anche la Società di mutuo soccorso con la bandiera che lui con una generosa offerta aveva contribuito a far ricamare, nel 1892.

Ancora un no all’aumento dei consiglieri regionali

15 settembre 2009

Questa mattina in Consiglio regionale si è svolto un acceso dibattito sulla riforma della legge elettorale regionale, un tema che ho affrontato più volte nelle ultime settimane, in particolare nell’intervista pubblicata da Torino Cronaca nei giorni scorsi.
Durante il dibattito, il capogruppo di Forza Italia – PDL, Angelo Burzi, ha chiesto le mie dimissioni dalla carica di Vicepresidente del Consiglio a causa delle opinioni che avevo espresso.
Personalmente, ho ribadito la mia ferma ed assoluta contrarietà a una modifica dello Statuto e della legge elettorale che, per favorire la governabilità, permetta un possibile aumento del numero di consiglieri regionali.
Un provvedimento che non sarebbe compreso dai cittadini piemontesi che si misurano ogni giorno con la crisi e con la perdita dei posti di lavoro.
Nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio ha presentato una bozza di riforma della legge che fissa il “tetto” massimo a 60 consiglieri con l’abolizione del listino sulla quale auspico che si possa trovare la massima convergenza.
Inoltre nell’intervento ho ricordato, se ancora ce ne fosse bisogno, che il mio ruolo istituzionale non va assolutamente in contraddizione con interventi politici di carattere generale, come dimostrato dalle ben più autorevoli posizioni politiche, di ferma critica su diversi temi, espresse dagli ultimi due Presidenti della Camera, Gianfranco Fini e Fausto Bertinotti, che ho citato durante il dibattito di questa mattina.

Lite su legge elettorale