Acqua pubblica nello Statuto della Regione Piemonte. Proposta di legge.

9 marzo 2011

Il 16 febbraio ho presentato una proposta di legge in Consiglio Regionale per la modifica dell’articolo 6 dello Statuto della Regione Piemonte.

La proposta di legge introduce, in maniera puntuale e compiuta, quale criterio ispiratore dell’azione regionale, la promozione del riconoscimento dell’accesso individuale e collettivo dell’acqua come bene inalienabile

Il diritto all’acqua discende, per la Dichiarazione Universale dei diritti umani, dal diritto alla vita, in quanto la vita umana non può prescindere da questa risorsa.

In tal senso, nel 2007, l’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite ha affermato che: “È ormai tempo di considerare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi sanitari nel novero dei diritti umani, definito come il diritto uguale per tutti, senza discriminazioni, all’accesso ad una sufficiente quantità di acqua potabile per uso personale e domestico – per bere, lavarsi, lavare i vestiti, cucinare e pulire se stessi e la casa – allo scopo di migliorare la qualità della vita e la salute. Gli Stati nazionali dovrebbero dare priorità all’uso personale e domestico dell’acqua al di sopra di ogni altro uso e dovrebbero fare i passi necessari per assicurare che questa quantità sufficiente di acqua sia di buona qualità, accessibile economicamente a tutti e che ciascuno la possa raccogliere ad una distanza ragionevole dalla propria casa”.

Successivamente anche l’ONU, nel luglio 2010, si è pronunciato sulla materia, dichiarando, per la prima volta nella storia, il diritto all’acqua un diritto umano universale e fondamentale.

Proprio l’ONU, infatti, in tale documento sottolinea che l’acqua potabile e per uso igienico, oltre a essere un diritto di ogni uomo, più degli altri diritti umani, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita ed è fondamentale per tutti gli altri diritti umani.

Si ritiene importante che anche la Regione Piemonte sancisca, nel proprio Statuto, questo principio fondamentale per la propria attività politico-istituzionale: promuovere il riconoscimento dell’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile come diritto inalienabile, inviolabile e indisponibile della persona, in quanto bene comune e diritto universale.

La modifica,è peraltro, in linea con quanto già espresso dal preambolo allo Statuto regionale, ove si enunciano quali principi ispiratori della Regione “la tutela dell’ambiente e la salvaguardia dei beni naturalistici”.

Di seguito, il testo della Proposta di Legge:

Proposta di legge regionale n. 125 presentata il 16 Febbraio 2011

Modifiche all’articolo 6 della legge regionale statutaria 4 marzo 2005, n. 1 (Statuto della Regione Piemonte).
Primo firmatario:
PLACIDO ROBERTO

ARTESIO ELEONORA BOETI ANTONINO BOTTA FRANCO MARIA BRESSO MERCEDES BUQUICCHIO ANDREA BURZI ANGELO BUSSOLA CRISTIANO CATTANEO VALERIO CERUTTI MONICA COMBA FABRIZIO COSTA ROSA ANNA CURSIO LUIGI DELL’UTRI MICHELE GARIGLIO DAVIDE GOFFI ALBERTO LEARDI LORENZO LEO GIAMPIERO LEPRI STEFANO LUPI MAURIZIO MANICA GIULIANA MASTRULLO ANGIOLINO MONTARULI AUGUSTA MOTTA ANGELA MULIERE ROCCHINO NEGRO GIOVANNI PENTENERO GIOVANNA PONSO TULLIO RESCHIGNA ALDO RONZANI GIANNI WILMER SPAGNUOLO CARLA STARA ANDREA TARICCO GIACOMINO TENTONI ALFREDO ROBERTO VALLE ROSANNA VIGNALE GIAN LUCA

Sommario:

* Art. 1(Modifica al comma 1 dell’articolo 6 della legge regionale statutaria 4 marzo 2005, n. 1 “Statuto della Regione Piemonte”)

Art. 1
(Modifica al comma 1 dell’articolo 6 della legge regionale statutaria 4 marzo 2005, n. 1 “Statuto della Regione Piemonte”)
1.
Dopo il comma 1 dell’articolo 6 della legge regionale statutaria 4 marzo 2005, n. 1 (Statuto della Regione Piemonte) è inserito il seguente:
” 1 bis. La Regione Piemonte promuove il riconoscimento dell’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile come diritto inalienabile, inviolabile e indisponibile della persona in quanto bene comune e diritto universale.”

Cosa molto positiva la proposta è stata firmata da 35 consiglieri di quasi tutti gli schieramenti

No Election day. La maggioranza di centro destra in Consiglio Regionale ed il governo pari sono.

3 marzo 2011

Il Ministro Roberto Maroni dice no all’election day dichiarandosi favorevole a svolgere i referendum il 12 giugno non accorpandoli alle elezioni amministrative.

Martedì scorso la maggioranza in Consiglio regionale ha bocciato un ordine del giorno di cui sono primo firmatario, sui referendum della prossima primavera. La bocciatura, da parte del centrodestra, dei tre ordini del giorno sui quattro referendum su cui si andrà al voto lascia stupiti. I documenti chiedevano di premere sul Governo, perché i referendum vengano accorpati alle prossime elezioni amministrative. Una decisione che porterebbe a un risparmio di 300 milioni di euro a livello nazionale, oltre 20 milioni solo per la nostra regione. Mi aspettavo un sì scontato da parte della maggioranza, sempre attenta a condannare gli sprechi e a invocare, giustamente, la buona amministrazione e l’oculatezza della spesa. Invece si é scelto di bocciare una richiesta ragionevole e di buon senso che, al di là delle opinioni sui quesiti referendari, tutte legittime, prende atto della decisione della Corte Costituzionale di celebrare i referendum. Evidentemente per il centrodestra la lotta agli sprechi é solo occasione di demagogia e di propaganda.

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Referendum Acqua Pubblica

15 febbraio 2011

Questa mattina in Consiglio Regionale discuteremo l’Ordine del Giorno per far accorpare il Referendum sull’acqua pubblica con le prossime elezioni amministrative.

La Corte Costituzionale nel gennaio scorso ha accolto due quesiti referendari sull’acqua promossi dal Comitato “Si acqua pubblica”: uno per l’abrogazione delle norme del decreto Ronchi-Fitto sulle modalità di affidamento con gara a privati dei servizi pubblici di rilevanza economica, l’altro per la cancellazione delle norme del governo Prodi riguardanti la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.

L’unificazione in una stessa data delle consultazioni elettorali referendarie ed amministrative apporterebbe sicuramente un notevole risparmio in termini di svariati milioni di euro

OdG Accorpamento Referendum

Referendum acqua pubblica, sì!

14 gennaio 2011

Credo che tutti possiamo essere assolutamente soddisfatti della decisione della Corte Costituzionale che ha dichiarato ammissibili i due referendum sull’acqua pubblica.
Nella prossima primavera le elettrici e gli elettori saranno chiamati ad esprimersi per portare l’acqua fuori dal mercato e i profitti fuori dall’acqua, una battaglia che il comitato Si Acqua Pubblica del Piemonte ha portato avanti con grande convinzione.
Dobbiamo tenere a mente l’alta valenza politica dei nostri due quesiti ammessi che si traducono in un referendum che dice no alla privatizzazione e si ad una gestione pubblica, partecipata e senza profitti.

Si tratta di un risultato straordinario perchè conferma l’impostazione che abbiamo condiviso sin dall’inizio e il grande lavoro svolto da tantissime persone sul campo e tra le persone.

Un caloroso grazie a tutto il “popolo dell’acqua” che con il proprio impegno permetterà di riportare l’acqua in mano alle comunità locali.

Un ringraziamento anche a tutti i giuristi, a cominciare da Ugo Mattei, che con il loro contributo hanno reso possibile questo straordinario risultato.