Consulta Giovani, un bel bilancio di questi 5 anni

8 febbraio 2010

Oggi pomeriggio si è svolta l’ultima riunione plenaria della Consulta regionale dei Giovani per questa legislatura.
Insieme ai vicepresidenti Annalisa De Vitis e Vittorio Corelli abbiamo tracciato un bilancio delle attività svolte da questo organismo che ho avuto l’onore di presiedere per cinque anni, ricavandone un’esperienza umana e politica impagabile.

Il risultato di cui andiamo più fieri è aver contribuito a ‘svecchiare’ e a vivacizzare la Consulta attraverso l’abbassamento dei limiti di età dei suoi componenti (fissato a 25 anni), l’ampliamento del numero di organizzazioni giovanili che vi possono aderire (dalle 46 presenti all’inizio della legislatura sono diventate 70), il rinnovamento del logo attraverso un concorso aperto agli studenti piemontesi di età compresa tra i 15 e i 25 anni.
Descrivendo le attività più significative, Annalisa si è soffermata su “l’indagine ‘Giovani e rapporti con le istituzioni’, gli incontri con le onorevoli Giovanna Melandri e Giorgia Meloni, la collaborazione con la rivista Zai.net e la partecipazione a convegni e incontri in Italia e in Europa.
Vittorio, infine, ha giustamente ricordato che il futuro vedrà la Consulta impegnata in numerosi progetti, tra cui la collaborazione con il Settore Politiche giovanili della Città di Torino per realizzare una guida sull’associazionismo giovanile e alcune iniziative in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Capitale dei giovani

6 febbraio 2010

Ho visto che nei giorni scorsi Lo Spiffero si è occupato di me.
Effettivamente è ben strano che nel comitato di Torio Capitale dei Giovani non sieda nessun rappresentante della Consulta regionale dei Giovani, organismo istituzionale.
E con l’amico Giampiero abbiamo pensato che fosse bene rilevarlo. Nell’interesse innanzitutto dell’iniziativa.

Foibe, la destra scambia la formazione degli studenti per regali elettorali

4 febbraio 2010

Ieri la coordinatrice del Popolo delle Libertà Barbara Bonino si è distinta per una denuncia senza fondamento.
Ho provato a spiegarle come stanno le cose, come riporto qui sotto. Magari potrà servirle in futuro.

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Leggo con sorpresa le dichiarazioni del Coordinatore provinciale PDL Barbara Bonino circa le attività del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte in occasione del Giorno del Ricordo, un terreno da lei forse poco conosciuto.

Ritengo indispensabile precisare quanto segue.
Il Comitato si è sempre distinto per l’attenzione e l’imparzialità riservate alla tragedia delle Foibe, come dimostra l’attività degli ultimi anni.
I viaggi studio, riservati agli studenti delle scuole secondarie del Piemonte, hanno visto come meta le zone del confine orientale e del Carso fin dal 2002, ovvero due anni prima dell’istituzione per legge del Giorno del Ricordo.
Diverse centinaia di studenti hanno visitato in particolare la foiba di Basoviza e hanno potuto apprendere dalla viva voce dei testimoni e degli storici locali i contorni della drammatica vicenda legata a quel periodo storico.
Tali viaggi si sono ripetuti negli anni successivi (2003, 2006, 2008). Le Foibe saranno anche la meta del viaggio di quest’anno già programmato per il mese di marzo.

La costante attenzione alla vicenda delle Foibe è anche dimostrata dalla scelta di uno dei temi del Progetto di Storia Contemporanea 2009/2010 che coinvolge migliaia di studenti piemontesi in un percorso di studio e approfondimento delle tragedie che hanno caratterizzato il secolo passato. In particolare, quest’anno il tema n.1 tratta di “Istriani, fiumani, dalmati in Piemonte”. La traccia del tema è corredata, come di consueto, da una ricca bibliografia elaborata da esperti e storici a cui gli studenti possono attingere per un più puntuale approfondimento dell’argomento proposto.

Infine, è doveroso replicare all’improvvida affermazione della signora Bonino circa il “regalo” dei libri alle scuole superiori del Piemonte “a spese della Regione”.
Innanzitutto giova ricordare che dal 2006 ad oggi è consuetudine del Comitato inviare uno o più testi in occasione del Giorno del Ricordo a tutte le scuole secondarie superiori della Regione. I testi, scelti da un apposito comitato scientifico, hanno negli anni offerto la possibilità a docenti e a migliaia di studenti di indagare la tragedia delle foibe alla luce di una pluralità di interpretazioni e punti di vista diversi.
Con tale attività il Comitato ha inteso contribuire ad arricchire culturalmente il patrimonio bibliografico e didattico delle nostre scuole, destinatarie privilegiate di quasi tutte le attività poste in essere.

Il Comitato, peraltro, nella sua unanimità ha da sempre deciso di investire risorse importanti nei confronti dell’attività didattica delle nostre scuole. Credo che da parte di un’istituzione tutte le risorse spese a favore della scuola non costituiscano di certo “un regalo che possa adombrare sospetti”. Ritengo quindi che un contributo alla crescita culturale e formativa degli studenti non possa essere considerata come tale.

Nel merito, lasciando agli studiosi l’ultima parola, mi permetto di far rilevare che il libro “Foibe, una storia italiana” (edito dalla prestigiosa casa editrice Einaudi) chiamato in causa dalla signora Bonino, è opera non soltanto del citato Joze Pirjevec, ma di una pluralità di autori diversi dall’alto profilo scientifico (G. Bajc – Università di Capodistria, D. Dukovski – Università di Pola e Fiume, G. Franzinetti – Università del Piemonte Orientale).
Il Libro inviato è l’ultimo di una serie di volumi inviati in questi anni, a formare idealmente una collana plurale di voci e studi sul tema delle Foibe

Ancora una volta, il politico di turno cerca di utilizzare strumentalmente la storia e alcune pagine tragiche a fini di parte e in questo caso, ancora più grave, a fini elettorali.
Se non avessi grande rispetto del tema in questione, verrebbe facile indicare alla signora Bonino a chi appartiene la prestigiosa casa editrice che ha pubblicato il libro in oggetto.

A noi fu dato in sorte questo tempo

21 gennaio 2010

Ieri ho partecipato con immenso orgoglio alla presentazione della mostra “A noi fu dato in sorte questo tempo 1938-1947” che si è svolta al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di Oscar Luigi Scalfaro.
La mostra è prodotta dall’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (INSMLI), sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il sostegno di: Regione Piemonte, Consiglio regionale del Piemonte-Comitato Resistenza e Costituzione, Regione autonoma Valle d’Aosta, Regione Emilia Romagna, Consiglio provinciale di Torino-Comitato Resistenza e Costituzione. E’ promossa dal Museo Diffuso di Torino con la collaborazione della Città e numerosi Enti ed istituzioni.

La mostra verrà inaugurata nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria 2010 presso le Sezioni Riunite dell’Archivio di Stato (via Piave 21 – Torino), martedì 26 gennaio alle 18.30 e sarà aperta al pubblico da mercoledì 27 gennaio al 20 marzo 2010.

L’esposizione multimediale, realizzata grazie ai numerosi materiali messi a disposizione dalle famiglie, è incentrata sulla storia di un gruppo di amici, giovani assolutamente normali che hanno avuto in sorte un tempo straordinario, hanno dovuto confrontarsi con scelte drammatiche ed in alcuni casi hanno conosciuto il dramma della deportazione. I giovani amici, che sono i protagonisti della mostra, si chiamavano: Alberto Salmoni, Bianca Guidetti Serra, Silvio Ortona, Emanuele Artom, Luciana Nissim, Vanda Maestro, Eugenio Gentili Tedeschi, Giorgio Segre, Franco Momigliano, Giorgio Diena, Primo Levi, Ada Della Torre, Franco Sacerdoti.

La mostra sarà successivamente esposta nell’ex campo di Fossoli (Modena) dal 25 aprile al 22 maggio e presso il Forte di Bard in Valle d’Aosta dal 3 luglio al 10 agosto.

Una nota di orgoglio personale: il Presidente emerito Scalfaro mi ha dedicato parole di grande apprezzamento nella prefazione scritta per il catalogo della mostra. Dimostrazioni di stima che ripagano il lavoro di tutti i giorni.