Piano regionale di rientro in materia sanitaria. Segreti e bugie.

23 febbraio 2011

Oggi si è riunita la quarta commissione Sanità, cui hanno partecipato l’Assessore regionale alla Sanità Caterina Ferrero e il suo Direttore Paolo Monferino.
Insieme a diversi consiglieri d’opposizione, ho sollevato una questione pregiudiziale all’Assessore Ferrero che, in spregio al sacrosanto diritto di informazione dei consiglieri regionali, si rifiuta di consegnare il Piano di rientro in materia sanitaria. Piano inviato da un mese al Ministero e di cui si conoscono alcune parti, diffuse durante incontri, conferenze e meeting con operatori e associazioni di categoria, ma mai ufficialmente consegnato.

L’Assessore Ferrero infatti ha opposto un netto rifiuto alla richiesta di fornirci la documentazione, dandoci oltretutto solo informazioni parziali e generiche al riguardo.

L’accesso agli atti è il principale diritto dei consiglieri regionali, regolato dallo Statuto, da una legge della Regione Piemonte e dal regolamento del Consiglio regionale. Ai consiglieri è garantita la possibilità di acquisire ogni documento, anche in fase istruttoria, relativo all’attività della Giunta e del Consiglio regionale, comprese aziende sanitarie e società partecipate o controllate.

L’Assessore Ferrero ha avuto l’impudenza di sostenere che tali atti non possono essere diffusi, perché convinta che le opposizioni ne farebbero un uso politico, confondendo un diritto con le personali e legittime opinioni politiche. Affermazione gravissima e lesiva delle prerogative di ogni consigliere.

Mi chiedo cosa ci sia di tanto importante e segreto da portare ad uno scontro tale. Vale il vecchio ritornello: Male non fare, paura non avere. Quali sono le paure dell’Assessore Ferrero? Quali ospedali, quali reparti si è deciso di chiudere? Quali farmaci, magari necessari per la sopravvivenza, saranno tagliati? Cosa c’è dietro?

Nel corso della commissione sono intervenuto e ho comunicato che, se entro venerdì prossimo gli atti non verranno forniti, è mia intenzione usare ogni mezzo per entrare in possesso della documentazione che da mesi attendiamo, così come ho già fatto per la nomina dell’ingegner Paolo Monferino.

Lunedì 28 febbraio, al mattino, mi recherò presso gli uffici regionali dell’Assessorato alla Sanità, per esigere il mio diritto ed avere finalmente gli atti.

Anche gli assessori regionali sono tenuti al rispetto della legge.

24/02/2011LaRepubblica: Tagliati i farmaci oncologici.

Referendum Acqua Pubblica

15 febbraio 2011

Questa mattina in Consiglio Regionale discuteremo l’Ordine del Giorno per far accorpare il Referendum sull’acqua pubblica con le prossime elezioni amministrative.

La Corte Costituzionale nel gennaio scorso ha accolto due quesiti referendari sull’acqua promossi dal Comitato “Si acqua pubblica”: uno per l’abrogazione delle norme del decreto Ronchi-Fitto sulle modalità di affidamento con gara a privati dei servizi pubblici di rilevanza economica, l’altro per la cancellazione delle norme del governo Prodi riguardanti la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.

L’unificazione in una stessa data delle consultazioni elettorali referendarie ed amministrative apporterebbe sicuramente un notevole risparmio in termini di svariati milioni di euro

OdG Accorpamento Referendum

Il Sindaco controlli le sale giochi

27 gennaio 2011

La Stampa di oggi pubblica un articolo che riprende la mia lettera inviata al Sindaco Chiamparino in cui chiedo un maggior controllo sulle aperture di nuove sale giochi.
La mia preoccupazione nasce per l’imminente inaugurazione della sala giochi Sisal in Spina Tre, una zona neoresidenziale con particolare concentrazione di casi seguiti dai servizi sociali.
Le patologie legate al gioco d’azzardo provocano dipendenze del tutto simili all’abuso di alcolici o di sostanze stupefacenti e che ad essere a rischio sono soprattutto le fasce deboli dai giovani senza un lavoro, i cassaintegrati alle famiglie con problemi di reddito, che nel gioco trovano forme di evasione.
Sono sempre stato in prima linea in questa battaglia contro il gioco d’azzardo, ad ottobre infatti sono stato primo firmatario della proposta di legge per vietare l’installazione delle slot machine nei locali pubblici (bar, tabaccherie, circoli, etc.).
Chiedo quindi al Sindaco una maggiore attenzione sulle aperture di sale giochi e un costante monitoraggio delle attività e degli orari.

Di seguito, il testo della Proposta di Legge

Proposta di legge regionale n. 76 presentata il 06 Ottobre 2010

Proposta di legge al Parlamento ‘Illiceità dell’installazione e dell’utilizzo dei sistemi di gioco d’azzardo elettronico nei locali pubblici. Modifica all’articolo 110 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza)’ .
Primo firmatario:
PLACIDO ROBERTO

ANGELERI ANTONELLO ARTESIO ELEONORA BIOLE’ FABRIZIO BOETI ANTONINO BONO DAVIDE BOTTA MARCO BRESSO MERCEDES BUQUICCHIO ANDREA BURZI ANGELO BUSSOLA CRISTIANO CATTANEO VALERIO CERUTTI MONICA COMBA FABRIZIO CORTOPASSI ALBERTO COSTA ROSA ANNA COSTA RAFFAELE CURSIO LUIGI DELL’UTRI MICHELE GARIGLIO DAVIDE GOFFI ALBERTO GREGORIO FEDERICO LA ROCCA GIROLAMO LAUS MAURO ANTONIO DONATO LEARDI LORENZO LEO GIAMPIERO LEPRI STEFANO LUPI MAURIZIO MANICA GIULIANA MARINELLO MICHELE MASTRULLO ANGIOLINO MOTTA ANGELA MULIERE ROCCHINO NEGRO GIOVANNI PENTENERO GIOVANNA PONSO TULLIO RESCHIGNA ALDO RONZANI GIANNI WILMER SPAGNUOLO CARLA STARA ANDREA TARICCO GIACOMINO TIRAMANI PAOLO VALLE ROSANNA VIGNALE GIAN LUCA

Sommario:

* Art. 1(Modifica dell’art. 110 del r.d. 773/1931)

Art. 1
(Modifica dell’art. 110 del r.d. 773/1931)
1.
Il comma 5 dell’articolo 110 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) è sostituito dal seguente:

5. Si considerano apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per il gioco d’azzardo quelli che hanno insita la scommessa o che consentono vincite puramente aleatorie di un qualsiasi premio in denaro o in natura, escluse le macchine vidimatrici per i giochi gestiti dallo Stato.
2. Le lettere a) e a) bis del comma 6 dell’articolo 110 del r.d. 773/31 sono soppresse.
3. L’alinea del comma 9 dell’articolo 110 del r.d. 773/31 è sostituita dalla seguente:
9. In materia di apparecchi e congegni di cui ai commi 5, 6, e 7 si applicano le seguente sanzioni.
4. La lettera c) del comma 9 dell’articolo 110 del r.d. 773/31 è sostituita dalla seguente:
c) chiunque, sul territorio nazionale, distribuisce od installa o comunque consente l’uso in luoghi pubblici od aperti al pubblico od in circoli ed associazioni di qualunque specie di apparecchi o congegni di cui al comma 5, rispetto ai quali sono fatte salve le sanzioni previste dal diritto penale per il gioco d’azzardo, o non rispondenti alle caratteristiche ed alle prescrizioni indicate nei commi 6 o 7 e nelle disposizioni di legge ed amministrative attuative di detti commi, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 6.000 euro per ciascun apparecchio. La stessa sanzione si applica nei confronti di chiunque, consentendo l’uso in luoghi pubblici od aperti al pubblico o in circoli ed associazioni di qualunque specie di apparecchi e congegni conformi alle caratteristiche e prescrizioni indicate nei commi 6 o 7 e nelle disposizioni di legge ed amministrative attuative di detti commi, corrisponde a fronte delle vincite premi, in danaro o di altra specie, diversi da quelli ammessi.
5. Il comma 9 bis dell’articolo 110 del r.d. 773/31 è sostituito dal seguente:
9 bis. Per gli apparecchi di cui al comma 5 e per quelli per i quali non siano stati rilasciati i titoli autorizzatori previsti dalle disposizioni vigenti ovvero che non siano rispondenti alle caratteristiche ed alle prescrizioni indicate nei commi 6 o 7 e nelle disposizioni di legge ed amministrative attuative di detti commi, è disposta la confisca ai sensi dell’ articolo 20, quarto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689. Nel provvedimento di confisca è disposta la distruzione degli apparecchi e dei congegni, con le modalità stabilite dal provvedimento stesso.

27/01/11LaStampa”Il Sindaco controlli le sale giochi”

Programma dei beni pubblici per Torino: Ugo Mattei

12 gennaio 2011

I beni pubblici saranno uno degli argomenti centrali del mio programma per Torino. In questi giorni ho avuto (devo dire con molto orgoglio) la disponibilità da parte di Ugo Mattei ad occuparsi di questo aspetto particolare nelle prossime settimane, fornire spunti e idee sulla difesa dell’acqua pubblica e di quelli che lui chiama “i gioielli della corona”, cioè le aziende pubbliche.
Ugo è professore di Diritto Civile all’Università di Torino, all’Università della California, giornalista del Manifesto ed estensore dei quesiti refendari sull’acqua pubblica. Una battaglia in difesa dei beni comuni che abbiamo condotto insieme find all’inizio.
Ma è prima di ogni cosa un amico.
In ogni caso, il suo curriculum è davvero impressionante.