17 novembre 2011
Oggi in VI Commissione l?assessore Elena Maccanti ha confermato che la Giunta Cota non intende mettere a disposizione i 13 milioni su 30 necessari per garantire la copertura delle borse di studio universitarie distribuite dall?Edisu a tutti gli aventi diritto, sulla base di una graduatoria che considera merito e condizione economica del richiedente.
In tutti questi anni la Regione Piemonte ha distribuito le borse di studio a tutti i candidati in graduatoria. Una scelta finora dettata dalla volontà di garantire realmente il diritto allo studio e dalla decisione di assecondare gli sforzi
dell?Università e degli enti locali per attrarre nuovi studenti dall?estero (+11% nell?ultimo anno) e da altre parti di Italia.
Sforzi che hanno trovato conferme importanti nei numeri degli iscritti. Non è possibile cambiare le regole in corso d?opera e negare la borsa di studio a tutti coloro che sono nella graduatoria degli aventi diritto e, anche su questa base, hanno fatto le loro scelte di vita che ora rischiano di non poter confermare. Come può uno studente pagare un affitto contratto proprio sulla base della sicurezza della borsa di studio?
Del resto su questo punto sia l?assessore Maccanti che l?assessore Cirio avevano preso un impegno preciso con i rappresentanti degli studenti – riportato poi nel bilancio di previsione 2011 – e condiviso da numerosi consiglieri di maggioranza e di opposizione. A pochi giorni dalla erogazione della prima rata della borsa di studio, arriva ora la sorpresa.
A questo punto c?è solo una soluzione possibile: il presidente Cota reperisca i fondi necessari e garantisca a tutti quello che finora i presidenti della Regione Piemonte hanno sempre garantito. Se poi la Giunta intende modificare le regole di accesso alle borse di studio, lo faccia dal prossimo anno. Ma non tolga a nessuno ciò che aveva promesso.

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13 ottobre 2011
Oggi ho presentato un’interrogazione sulla sede che la Regione Piemonte ha a Bruxelles. Un uso chiaramente scorretto di una sede istituzionale – come se fosse uno spazio privato da affittare agli amici dello stesso colore politico – il senso di un profondo disprezzo delle regole, la disattenzione nei confronti dei cittadini e dei loro soldi.
La nostra sede di Bruxelles, acquistata dalla Regione nel 2006, è stata in parte affittata o ceduta ad altre Regioni limitrofe: le francesi Rhone Alpes e Provence-Alpes-Cote d’Azur, e la Val d’Aosta. Una trattativa era stata aperta anche con la Regione Liguria. Una scelta che faceva parte di un progetto politico, quello di mettere insieme Regioni che per situazione territoriale, culturale ed economica sono interessate a una azione comune in Europa. La novità ha un nome: Sme-Union; l’Unione dei piccoli e medi imprenditori, che dal primo gennaio scorso occupa due stanze all’interno della sede della Regione Piemonte, con la possibilità di utilizzare le parti comuni. Peccato che la Sme-Union non è una associazione di categoria qualsiasi, ma è del PPE, il partito popolare europeo. Non lo dico solo io, lo conferma anche il suo sito internet, dove si trovano i link ai partiti politici europei del centrodestra, con le foto dei candidati alle prossime elezioni. Ma a mettere nero su bianco è soprattutto la stessa determina della Regione con cui si dà in concessione l’utilizzo delle stanze a un costo annuo di 13863,10 euro (1115,27 al mese), comprese spese di riscaldamento, pulizie, pronto intervento e altro. Una cifra irrisoria per Bruxelles. La Regione Liguria offriva più del doppio, ma a un organo istituzionale a maggioranza di centrosinistra si è preferito un’associazione del centrodestra che paga meno della metà. (continua…)
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12 ottobre 2011
Il lavoro deve tornare al 1° posto. La Pinifarina ha deciso di chiudere del tutto le attività di produzione, lasciando a casa tra impiegati e operai 127 persone; l’azienda manterrà solo il Centro Stile e Ingegneria di Cambiano, vale a dire la parte creativa, a discapito di quella produttiva. A farne le spese come al solito sono i lavoratori. E’ un segnale più che negativo per il marchio storico della città di Torino, riconosciuto a livello internazionale. Un chiaro segno di impoverimento, che pone un grave problema sociale da risolvere; sarà difficile trovare una ricollocazione per i lavoratori con una crisi del genere. Presenterò un’interpellanza urgente alla giunta regionale, per sapere come intenda attivarsi, per gestire questa nuova ennesima crisi.
(continua…)
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