Abruzzo
16 dicembre 2008
Oggi in Consiglio comunale di Torino si voterà per il rinnovo del Presidente del Consiglio. Dopo le discussioni più o meno sotterranee dei giorni scorsi, paiono in rialzo le quotazioni dell’attuale presidente Castronovo. Difficile l’elezione al primo colpo, causa qualche franco tiratore interessato.
Intanto in un’intervista apparsa domenica, il Sindaco di Torino propone una nuova giunta bipartisan per affrontare il periodi di crisi e oggi rilancia dicendo che non ripeterà gli errori del 2006.
Io fin dal 2006 sono fra quelli che ha sempre sostenuto la necessità di un ricambio anche generazionale. Chiamparino a quel tempo fece, legittimamente, un altro tipo di scelta. Quindi mi sento di sottoscrivere quanto detto dall’amico e compagno Stefano Esposito: “di quali errori stiamo parlando”?
Infine un sondaggio apparso su La Stampa di domenica che si può leggere qui sotto. E’ evidente che il Partito Democratico non gode di ottima salute e bisogna prendere immediatamente le contromisure adeguate.
Trovo sbagliati i toni che ha assunto la discussione (ennesima) sull’adesione del Partito Democratico al documento del Partito Socialista europeo, non è con gli ultimatum dell’uno o dell’altro che si affrontano i nodi politici.
Penso che ci siano le condizioni per un accordo federativo con il gruppo socialista al parlamento europeo, perché in Europa la scelta è stare coni socialisti e riformisti oppure con i conservatori.
L’adesione al pse e alla famiglia socialista è un tema che andava affrontato per tempo. Il Pd italiano è nato per unire tutti i riformismi di ogni provenienza. Questa specificità deve servire ad allargare i confini tradizionali del socialismo europeo.
Tutti devono concorrere alla discussione, a partire dagli iscritti, sapendo che le appartenenze tradizionali non possono essere un freno al cambiamento politico.
Tuttavia questi argomenti non possono distogliere l’attenzione dalla grave crisi che attanaglia il paese e milioni di famiglie in Italia.
Leggo questa mattina sul sito di Repubblica l’ultima, esilarante (e al contempo drammatica), dichiarazione del senatore Villari nonchè neopresidente della Commissione Vigilanza Rai: “Un vero Dc non lascia mai!“.
Siamo di fronte a una gestione a dir poco superficiale di questa vicenda. La commissione di vigilanza ha sicuramente un ruolo fondamentale nel sistema italiano dell’informazione, ma qui si è andati troppo per le lunghe. Inconcepibile se si pensa ai gravissimi problemi economici che sta vivendo il paese, a ulteriore conferma della distanza tra società e classe politica.
Dal canto suo, Villari ha rinverdito la migliore tradizione della sceneggiata napoletana, gli andrebbe riconosciuto un premio, magari intitolato a Eduardo o Totò, che sicuramente in questo momento sorridono.
Con la proposta di Sergio Zavoli alla presidenza sicuramente vengono garantite professionalità ed equilibrio, ma non posso esimermi da un’amara considerazione: in questo paese, anche nelle situazioni più difficili, ci si rivolge sempre e si chiede aiuto agli ottuagenari e mai ai giovani.