Nuovo Consiglio regionale e affaire IntesaSanpaolo

4 maggio 2010

Si è riunito ieri per la prima volta il Consiglio regionale della IX Legislatura. Una seduta tranquilla per la prima parte, con quell’aria un po’ da primo giorno di scuola. Un po’ di curiosità per la nuova giunta e per la presenza dei grillini, ma tutto contenuto. Come previsto, sono stato confermato Vice Presidente del Consiglio regionale, un incarico prestigioso che continuerò a portare avanti con il massimo impegno e rispetto.

Poi è successo un fatto incredibile. La maggioranza, per voce del capogruppo in pectore del Pdl, Claudia Porchietto, ha chiesto che il Consiglio regionale venisse chiuso immediatamente dopo la presentazione del programma della nuova giunta, senza dibattito.
Una posizione irrituale, dettata dalla volontà di essere gli unici presenti sui mezzi di informazione il giorno successivo. Una strategia a dir poco grossolana, perchè alla fine un dibattito c’è stato comunque, proprio per contestare questa richiesta.

Le cronache giornalistiche di questi giorni sono poi state occupate dalla vicenda IntesaSanpaolo e del rinnovo dei vertici della banca. Una vicenda gestita in modo dilettantesco che ha finito per indebolire il Sindaco di Torino, come lui stesso ha ammesso. Oggi scoppia il caso Benessia, Presidente della Compagnia di Sanpaolo che nei prossimi giorni dovrà verificare ancora il rapporto di fiducia con il consiglio di sorveglianza. La mia posizione è nota, Benessia dovrebbe dimettersi perchè si è dimostrato a dir poco inadeguato.

Grande serata con i Mammuth e La Bandaccia Lucana

8 marzo 2010

Un grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla serata organizzata da alcuni amici presso il Lapsus, locale (come si dice oggi) tra i più gettonati della movida torinese.
Bei momenti di cabaret con i Mammuth direttamente da Zelig e la musica folk d’autore della Bandaccia d’Avanguardia Lucana.

Qui e qui le foto.

A noi fu dato in sorte questo tempo

21 gennaio 2010

Ieri ho partecipato con immenso orgoglio alla presentazione della mostra “A noi fu dato in sorte questo tempo 1938-1947” che si è svolta al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di Oscar Luigi Scalfaro.
La mostra è prodotta dall’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (INSMLI), sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il sostegno di: Regione Piemonte, Consiglio regionale del Piemonte-Comitato Resistenza e Costituzione, Regione autonoma Valle d’Aosta, Regione Emilia Romagna, Consiglio provinciale di Torino-Comitato Resistenza e Costituzione. E’ promossa dal Museo Diffuso di Torino con la collaborazione della Città e numerosi Enti ed istituzioni.

La mostra verrà inaugurata nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria 2010 presso le Sezioni Riunite dell’Archivio di Stato (via Piave 21 – Torino), martedì 26 gennaio alle 18.30 e sarà aperta al pubblico da mercoledì 27 gennaio al 20 marzo 2010.

L’esposizione multimediale, realizzata grazie ai numerosi materiali messi a disposizione dalle famiglie, è incentrata sulla storia di un gruppo di amici, giovani assolutamente normali che hanno avuto in sorte un tempo straordinario, hanno dovuto confrontarsi con scelte drammatiche ed in alcuni casi hanno conosciuto il dramma della deportazione. I giovani amici, che sono i protagonisti della mostra, si chiamavano: Alberto Salmoni, Bianca Guidetti Serra, Silvio Ortona, Emanuele Artom, Luciana Nissim, Vanda Maestro, Eugenio Gentili Tedeschi, Giorgio Segre, Franco Momigliano, Giorgio Diena, Primo Levi, Ada Della Torre, Franco Sacerdoti.

La mostra sarà successivamente esposta nell’ex campo di Fossoli (Modena) dal 25 aprile al 22 maggio e presso il Forte di Bard in Valle d’Aosta dal 3 luglio al 10 agosto.

Una nota di orgoglio personale: il Presidente emerito Scalfaro mi ha dedicato parole di grande apprezzamento nella prefazione scritta per il catalogo della mostra. Dimostrazioni di stima che ripagano il lavoro di tutti i giorni.

Donazione della famiglia Sclopis alla Società di Mutuo Soccorso di Brosso

18 gennaio 2010

Venerdì 15 gennaio presso la sala Viglione del Consiglio regionale del Piemonte è stata celebrata la donazione da parte degli eredi della famiglia Sclopis all’antica Società dei Minatori di Brosso – oggi “Società di Mutuo Soccorso fra gli Operai” – delle proprietà nel territorio delle miniere di Brosso (To).
Un atto che riporta alla luce vicende in cui si intrecciano avvenimenti politici e cambiamenti sociali e che viene a ricordare quanto sia forte e ininterrotto il filo che lega il Mutuo Soccorso alla storia dell’Italia unita.
Alla celebrazione hanno partecipato numerose Società di Mutuo Soccorso piemontesi con le proprie bandiere di rappresentanza.

Il Consiglio regionale del Piemonte si è sempre distinto per l’attenzione riservata ai valori della cooperazione e della mutualità, un patrimonio per tutti i piemontesi. Il Consiglio ha aperto con piacere le proprie porte per celebrare questo regalo, in quello spirito di condivisione, partecipazione, amicizia, fratellanza che è proprio del Mutuo Soccorso.

Per l’occasione gli storici Gustavo Mola di Nomaglio e Roberto Sandri Giachino hanno ripercorso le tappe della storia della famiglia Sclopis legata alla nascita e allo sviluppo del Mutuo Soccorso.

Una storia, quella del Mutuo Soccorso, che ha avuto inizio nel 1848, quando i lavoratori hanno potuto fondare le Società (e farne in seguito terreno per la propria emancipazione) grazie allo Statuto albertino, alla cui redazione aveva ampiamente contribuito il conte Federigo Sclopis, membro del Senato piemontese e poi ministro del nuovo Stato.
Un legame con gli Sclopis che è ripreso più avanti nel tempo quando, proprietari delle miniere di pirite di Brosso, sono stati partecipi dell’attività della Società costituita dai minatori nel 1884.
Di questa Società Vittorio Sclopis fu Presidente onorario fino alla morte, avvenuta nell’aprile 1918. Ai suoi funerali solenni, celebrati a Torino nella chiesa di Santa Barbara patrona dei minatori, a dargli l’ultimo saluto volle esserci anche la Società di mutuo soccorso con la bandiera che lui con una generosa offerta aveva contribuito a far ricamare, nel 1892.

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